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Marco De Bartoli. Radici in evoluzione
Uno spumante rosé metodo classico che rappresenta la tradizione di un territorio in evoluzione, esaltando caratteri fino ad oggi inesplorati. Tradizione francese e spiccata personalità̀ siciliana. Una varietà̀ quella del Grillo che continua a stupire per la sua poliedricità e forza, in questa “Terzavia Rosé” capace di comunicare una terra fortemente vocata ai grandi vini, anche nell’incontro con il re dei vitigni rossi siciliani, il Nero d’Avola.

Come e quando il Terzavia Rosé.
Perfetto con antipasti a base di pesce o in abbinamento a secondi piatti a base di anatra e oca. Servire a 8 °C.

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Grillo 50% – Nero d’Avola 50%
3.500 ceppi per ettaro con radici di circa 20 anni fa nel territorio di Marsala, nella Sicilia occidentale. Piante a contro-spalliera Guyot. 40 hl di resa per ettaro vendemmiati a partire dalla seconda decade di agosto. Le uve vengono raffreddate e sottoposte a una selezione dei grappoli. Segue una pressatura soffice diretta delle uve intere e, dopo la decantazione spontanea del mosto, si attende l’avvio della fermentazione in vasche di acciaio, per poi continuare in fusti di rovere francese da 500 e 225 l (del 20% delle uve) a temperatura controllata in maniera indiretta, con climatizzazione dell’ambiente. La fermentazione è operata da lieviti indigeni (naturali) e con un impiego minimo di solfiti. Tiraggio di mosto fresco aggiunto al vino in quantità proporzionali tali da diluire il tenore in alcool e apportare la quantità di zucchero (naturale) necessaria alla presa di spuma. L’apporto di zuccheri non supera il 15%. Il 50% del vino base affina 12 mesi in acciaio, mentre il restante 50% affina in barrique e tonneau di rovere francese, sui propri lieviti. Dopo il tiraggio, almeno 18 mesi in bottiglia sempre sui propri lieviti. Non dosato.

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