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Novità Vecchio Samperi E Bukkuram

Cambio d’abito per Vecchio Samperi e Bukkuram

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IL VECCHIO SAMPERI TORNA ALLE ORIGINI

Con l’imbottigliamento del 2016 in nostro Vecchio Samperi “ritorna alle origini”.

Diversi sono i cambiamenti che lo vedono protagonista di questa trasformazione. A partire dalla bottiglia. Non più la classica marsalina, da 500 ml, che lo ha accompagnato dalla fine degli anni Novanta fino alla precedente versione, ma un contenitore più basso, da 750 ml, pressoché identico alle prime bottiglie utilizzate già dal 1980.

Novità anche per l’etichetta, che riporta in primo piano il forte legame con quell’antica contrada di Samperi che ha dato il nome al primo vino di Marco De Bartoli, il “Vecchio Samperi” per l’appunto. Sullo sfondo l’antico baglio di famiglia, che da anni caratterizza le etichette dei nostri marsala riserva e che riprende gli originali disegni a china realizzati dall’amico e artista Carlo Lauricella per l’azienda. Un’immagine coerente e unica per i nostri vini più tradizionali.

Il cambiamento più importante è sicuramente il ritorno alla vera natura del Vecchio Samperi che cambia la sua classificazione. Ritorna ad essere, finalmente, ciò che è sempre stato,  un vino, o come ripeteva spesso Marco De Bartoli, “il vino di Marsala”. Non più quindi vino liquoroso, dicitura a cui per anni l’ha relegato la burocrazia, ma vino, invecchiato in atmosfera ossidativa, mai fortificato, e utilizzando il tradizionale processo in perpetuum, per secoli l’unico metodo impiegato per la creazione di questo vino di territorio.

Il “nuovo” Vecchio Samperi sostituisce la precedente versione di Vecchio Samperi Ventennale. Il riferimento temporale, per motivi di cambio nomenclatura non verrà più mantenuto in etichetta, così come l’uvaggio. In compenso, per ogni nuovo imbottigliamento, verrà indicata d’ora in poi l’annata.

CAMBIO D’ABITO PER IL BUKKURAM SOLE D’AGOSTO

Dall’annata 2013, il Bukkuram Sole d’Agosto cambia d’abito e si arricchisce visivamente di due grandi novità.

Innanzi tutto l’etichetta, caratterizzata da un vero e proprio restyling dell’immagine. La sagoma della cantina di Bukkuram, un dammuso settecentesco restaurato e che ospita oggi le zone di produzione del nostro passito di Pantelleria, campeggia sullo sfondo, circondato dal vigneto ad alberello, e sostituisce la pietra lavica in primo piano, presente in etichetta già dal 2011, prima annata del “Sole d’Agosto”. Anche la forma dell’etichetta rende omaggio ai tipici edifici panteschi, mentre i colori impiegati restano quelli classici: bianco, nero e lamina color bronzo.

L’altro grande cambiamento è il formato della bottiglia, che passa da 500 a 750 ml, e la forma insolita del contenitore, che, ancora una volta, ricorda i caratteristici dammusi.

Non si tratta di un semplice cambio d’abito, poiché la nuova bottiglia vuole identificarsi ancora di più con lo splendido territorio dell’isola di Pantelleria, con le sue tradizioni e le sue suggestioni.

Una bottiglia più bassa quindi, con delle spalle arrotondate, che si ispira nelle forme ai particolari tetti a cupola dei dammusi, i tipici edifici costruiti in pietra vulcanica che rendono così peculiare il paesaggio dell’isola.

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